██████╗ ███████╗████████╗██╗██████╗ ███████╗██████╗ ██╗ █████╗
██╔══██╗██╔════╝╚══██╔══╝██║██╔══██╗██╔════╝██╔══██╗██║██╔══██╗
██████╔╝█████╗ ██║ ██║██████╔╝█████╗ ██║ ██║██║███████║
██╔══██╗██╔══╝ ██║ ██║██╔═══╝ ██╔══╝ ██║ ██║██║██╔══██║
██║ ██║███████╗ ██║ ██║██║ ███████╗██████╔╝██║██║ ██║
╚═╝ ╚═╝╚══════╝ ╚═╝ ╚═╝╚═╝ ╚══════╝╚═════╝ ╚═╝╚═╝ ╚═╝
- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b
¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯
Alnilam
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
top
mwlaAlnilam (mwlqε Ori / ε Orionis / Epsilon Orionis) è una mwlgstella appartenente alla mwlwcostellazione di Orione. Alnilam ha una mwmamagnitudine apparente di +1,69, che ne fa la ventinovesima mwmqstella più brillante del cielo e la quarta stella in ordine di luminosità della costellazione di Orione dopo mwmgRigel, mwmwBetelgeuse e mwnaBellatrix. Si tratta di una stella mwnqsupergigante blu molto calda e molto luminosa.
Contents
• Note
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
Osservazione
Alnilam è una delle tre stelle che compongono la mwpwCintura di Orione, al centro della costellazione di mwqaOrione, essendo le altre due mwqqAlnitak e mwqgMintaka. In particolare Alnilam è la stella centrale della Cintura, mentre Mintaka è osservabile a poco meno di 2° a nord-ovest da essa e Alnitak a poco meno di 2° a sud-est. La Cintura di Orione, che nella rappresentazione mitologica della costellazione raffigura appunto la cintura del gigante mwqwOrione, è uno dei più famosi mwraasterismi del cielo: la luminosità delle sue componenti e la loro caratteristica disposizione in una fila che va da sud-est a nord-ovest la rende facilmente individuabile.
Posta poco più di 1° sotto l'mwrgequatore celeste, Alnilam, pur essendo una stella dell'mwrwemisfero australe, è visibile da quasi tutte le mwsalatitudini, risultando non osservabile solo al mwsqpolo nord e nelle regioni immediatamente circostanti. Essa appare molto bassa all'orizzonte nelle regioni mwsgartiche e mwswantartiche mentre mano a mano che si procede verso l'mwtaequatore essa appare sempre più alta nel cielo. Questa posizione, d'altra parte, rende Alnilam mwtqcircumpolare solo nelle immediate vicinanze del mwtgpolo sud: al polo sud, infatti, questa stella, pur essendo bassissima sull'mwtworizzonte (1° sopra), non tramonta mai, compiendo un giro completo durante la giornata tenendosi appena sopra di esso.
Il periodo più propizio per la sua osservazione nel cielo serale va da novembre a maggio.
Ambiente galattico
Alnilam fa parte dell'mwuwassociazione OB mwvaOrion OB1, una delle associazioni OB meglio conosciute e studiate della mwvqvolta celeste. Si tratta di una vastissima associazione cui appartengono almeno 10.000 stellecite-ref-bally-6-0[6]. Fra queste ci sono alcune stelle particolarmente mwwgmassicce: si calcola che a Orion OB1 appartenevano originariamente circa 30-100 stelle con una mwwwmassa maggiore di 8 mwxaM☉. 10-20 di queste stelle sono già esplose in mwxgsupernovae, dando vita ad ulteriori episodi di mwxwformazione stellarecite-ref-bally-6-1[6].
Orion OB1 viene suddivisa in vari sottogruppi: Alnilam farebbe parte, assieme alle due altre stelle brillanti della Cintura e alle stelle di colore azzurro di quarta e quinta magnitudine nelle loro vicinanze, al sottogruppo OB1b. Si stima che tale sottogruppo abbia un'età compresa fra gli 1,7 e gli 8 milioni di anni e che disti da noi circa 400 mwzqparseccite-ref-bally-6-2[6].
Alnilam è posta in un ambiente molto ricco di mwawnubi interstellari, facenti parte del mwbaComplesso di Orione, uno dei complessi nebulosi in assoluto più studiati. In particolare Alnilam illumina la mwbqnebulosa a riflessione NGC 1990: essendo l'astro illuminante di colore azzurro e riflettendo la nebulosa la sua luce, essa assume questo stesso colore.
Caratteristiche
Caratteristiche fondamentali
Alnilam è mwcgclassificata come stella di tipo B0 Iabcite-ref-simbad-7-0[7]. La mwdwclasse spettrale B raduna stelle con un'alta mweatemperatura superficiale, che conferisce a questi astri un colore azzurro. In particolare Alnilam, appartenendo alla sottoclasse 0, è fra le più calde stelle di classe B: la sua temperatura superficiale infatti raggiunge i 28.500 ± 1.000 mweqKcite-ref-kudritzki-2-1[2]cite-ref-mcerlean-3-1[3].
La mwiaclasse MMK I raccoglie invece le mwiqstelle supergiganti. Si tratta di stelle molto massicce e molto mwigluminose, aventi un avanzato mwiwstato evolutivo, che hanno notevolmente aumentato il loro volume. Tale classe è stata divisa in due sottoclassi contrassegnate come mwjaa e mwjqb: la prima raccoglie le supergiganti più luminose, la seconda quelle meno luminose. Alnilam si trova a metà strada fra le due sottoclassi e le è stata assegnata la sigla mwjgab.
La distanza di Alnilam si dovrebbe aggirare intorno ai 400 mwkapc in quanto questa è la distanza media delle stelle del sottogruppo di Orion OB1, a cui essa appartiene. Tuttavia la precisa distanza a cui Alnilam si trova non è conosciuta con precisione in quanto il metodo della mwkqparallasse ha un alto margine di errore a distanze simili. Il satellite mwkgHipparcos in particolare ha calcolato una distanza di mwkw 412 − − 113 + 246 {\displaystyle 412_{-113}^{+246}} pccite-ref-blomme-8-0[8] (circa 1.300 mwmaanni luce), mentre in un altro studio è riportato un valore di 500 pccite-ref-humphreys-5-1[5] (circa 1.600 anni luce).
L'incerta distanza di Alnilam si ripercuote sugli altri parametri fondamentali. Ad esempio, poiché la mwngluminosità assoluta di una stella è ricavabile da quella apparente e dalla distanza, essa non è calcolabile con precisione. Supponendo che Alnilam si trovi fra i 1.300 e i 1.600 anni luce di distanza, essa ha una luminosità compresa fra i 315.000 e i 725.000 mwnwL☉cite-ref-blomme-8-1[8]. Buona parte di questa mwpqradiazione viene emessa nelle bande dell'mwpgultravioletto. Questa luminosità fa di Alnilam una delle mwpwstelle più luminose entro 2000 anni luce dal Sole.
Dalla temperatura superficiale e dalla luminosità assoluta di una stella è ricavabile il suo mwqqraggio. Non essendo tuttavia la luminosità assoluta di Alnilam conosciuta con precisione, non lo è nemmeno il raggio. Tuttavia è possibile combinare i risultati derivanti da temperatura superficiale e luminosità con quelli risultanti da misure dirette del mwqgdiametro angolare (che è risultato essere 0,69 ± 0,04 mwqwmascite-ref-9[9]) e distanza: sulla base di questi confronti si può presumere che il raggio di Alnilam sia 35 mwsaR☉cite-ref-kudritzki-2-2[2].
C'è un discreto accordo fra le misurazioni dell'mwtwaccelerazione di gravità: diverse misure hanno infatti dato valori intorno a mwualogmwuqmwugg = 3cite-ref-kudritzki-2-3[2]cite-ref-mcerlean-3-2[3]cite-ref-sapar-10-0[10]. Tale misura è importante perché, assieme alla stima del raggio, permette di formulare delle ipotesi sulla massa di Alnilam. Si presumeva che essa si aggirasse intorno a 20 volte quella del Solecite-ref-schaller-11-0[11]. L'aggiornamento dei dati del satellite Hipparcos del 2007 la stella pare essere molto più lontana di quanto misurato in precedenza, di conseguenza anche i valori calcolati di massa e luminosità, sono stati rivisti al rialzo. Raul E. Puebla nel 2006, assumendo una distanza di 2000 anni luce, hanno stimato i valori più alti per questa stella con una massa risultante di oltre 60 volte quella solare e la luminosità di mwyw832000 L⊙.cite-ref-puebla-12-0[12] Tuttavia, uno studio del 2025 di A. Oplištilová e colleghi effettuato tramite il mw0aVery Large Telescope riporta una distanza di 1252 anni luce e hanno evidenziato la forma oblata della stella, dovuta alla notevole mw0qvelocità di rotazione su se stessa, riportando un raggio polare 22 volte quello del Sole, mentre quello equatoriale è oltre 33 volte il raggio solare (raggio medio = mw0g27,5±1,5 R⊙. Sempre dallo stesso studio e considerando quella distanza, la massa risultante della stella è stata stimata in mw0w28,4±2 M⊙ e la temperatura superficiale in circa mw1a25000 K. L'alta velocità di rotazione suggerisce anche che essa si sia generata dalla mw1qfusione di due stelle in un mw1gsistema binariocite-ref-opli2025-1-6[1].
Stelle massicce come Alnilam bruciano molto velocemente il loro combustibile nucleare: essa sta probabilmente già esaurendo l'mw3aidrogeno contenuto nel suo nucleo e sta preparandosi a diventare una mw3qsupergigante rossa. Data la sua massa e la sua fase evolutiva e data l'età dell'mw3gassociazione stellare di cui fa parte, si può ipotizzare che Alnilam si sia formata circa 4 milioni di anni facite-ref-kaler-4-1[4]. In ragione della sua massa elevata, è destinata ad esplodere in una mw4wsupernova di tipo II entro pochi milioni di anni.
Le stelle massicce ruotano su se stesse molto velocemente, ma, uscendo dalla mw6wsequenza principale e aumentando il proprio mw7avolume, Alnilam ha perso molta mw7qvelocità angolare a causa della mw7glegge di conservazione del momento angolare. Le misure di sin mw7wi × mw8av (cioè della velocità di mw8qrotazione per il mw8gseno dell'inclinazione dell'asse di rotazione rispetto alla nostra linea di vista) variano da 65 mw8wkm/scite-ref-13[13] a 85mw-a km/scite-ref-bernacca-14-0[14]. Tuttavia la maggior parte delle misure si concentrano intorno agli 80–85mw-q km/scite-ref-kudritzki-2-4[2]cite-ref-prinja-15-0[15], quindi possiamo pensare che il valore sin mwaqyi × mwaqcv si aggiri intorno a questo ordine di misura. Poiché il valore di mwaqgi non è conosciuto, non è possibile conoscere il mwaqkperiodo di rotazione. Se mwaqoi=90°, cioè se l'asse di rotazione, è mwaqsperpendicolare alla nostra linea di vista, allora sin mwaqwi=1; dato un raggio presunto di 35 Rmwaq0☉, allora Alnilam compirebbe una rotazione su se stessa in 22 giornicite-ref-prinja-15-1[15]. Se mwarii è inferiore a 90°, il periodo di rotazione è inferiore.
Vento stellare e variabilità
Com'è tipico delle supergiganti, Alnilam sta perdendo massa a livelli molto sostenuti tramite il mwaruvento stellare che si diparte da essa. Il vento stellare delle supergiganti blu, a differenza di quello delle supergiganti rosse, è di solito veloce. Alnilam non fa eccezione: le misure sulla velocità del vento stellare di Alnilam variano da 1.500mwary km/s a 2.200mwarc km/scite-ref-kudritzki-2-5[2]cite-ref-sapar-10-1[10]cite-ref-16[16]. Le stime circa la massa persa tramite questo vento, invece, variano da 1 a 3 × 10mwasq−6 Mmwasu☉ all'annocite-ref-sapar-10-2[10]. Tuttavia due misurazioni più recenti e precise hanno dato come risultato rispettivamente 2,4cite-ref-kudritzki-2-6[2] e 1,9cite-ref-blomme-8-2[8] milionesimi di massa solare all'anno. Non si tratta di valori eccezionali per una supergigante, ma molto elevati se raffrontati alla perdita di massa dovuta al mwativento solare nella nostra stella: il Sole perde infatti in un anno una massa circa 20 milioni di volte inferiore a quella perduta da Alnilam.
Alnilam è classificata come mwatqstella variabile con oscillazioni fino a 0,05 magnitudinicite-ref-17[17]. In particolare sono state osservate oscillazioni nelle mwatklinee spettrali dell'idrogeno: la linea mwatoHα mostra variazioni con periodi nell'ordine della grandezza di giornicite-ref-18[18]; in uno studio del mwat82004 il periodo dominante è stato identificato avere una lunghezza di 1,9 giornicite-ref-prinja-15-2[15]. L'ipotesi più plausibile circa la causa di queste variazioni è che la superficie di Alnilam presenti fluttuazioni che danno origine a grandi strutture nel vento stellare dell'astro. Tuttavia le evidenze a favore di questa ipotesi non sono ancora decisive. Ci sono però indizi che vanno in questa direzione. Sulla base di una serie di osservazioni compiute nel mwauq1999 mediante il mwauuVery Large Array sulla mwauylunghezza d'onda dei 6mwauc cm, un team di ricercatori mwaugbelgi e mwaukinglesi ha individuato la presenza di grandi strutture nel vento stellare di Alnilam che si estendono fino a una distanza di 10 raggi stellaricite-ref-blomme-8-3[8]. Un altro team di ricercatori, sulla base di una serie di osservazioni compiute dall'mwau4osservatorio di La Silla in mwau8Cile nel mwava1998cite-ref-prinja-15-3[15], ha potuto stabilire le curve di variabilità oltre che nella linea Hα, in quella mwavuHβ, nonché nelle linee spettrali dell'mwavyelio, del mwavcsilicio e del mwavgcalcio: il ciclo di 1,9 giorni è presente, sebbene meno accentuato, anche nelle altre linee spettrali. Pur con molta cautela, il team ha avanzato l'ipotesi che le fluttuazioni siano dovute a pulsazioni non radiali che si propagano dall'mwavkatmosfera della stella al suo vento stellarecite-ref-prinja-15-4[15].
Alnilam, come molte altre stelle di tipo O e B, è una fonte di mwav8raggi Xcite-ref-19[19]. Nelle stelle comprese fra la classe spettrale O3 e quella A5 è riscontrabile una precisa relazione fra la luminosità assoluta e la quantità di raggi X emessa: in particolare, i raggi X costituiscono circa 1,4 ± 0,3 decimilionesimi della radiazione totalecite-ref-20[20]. Alnilam non fa eccezione e la quantità di raggi X di questa stella si avvicina a questa proporzione. Nessuna variabilità è stata riscontrata nel flusso di raggi Xcite-ref-21[21]cite-ref-22[22].
Lo mwaxespettro di Alnilam è relativamente semplice. La sua luce viene perciò usata per studiare il mwaximezzo interstellare in quanto è abbastanza facile separare le righe dovute alla stella da quelle dovute al mezzo che ne assorbe la lucecite-ref-kaler-4-2[4].
Etimologia e significato culturale
Il nome proprio mwayeAlnilam deriva dall'mwayiarabo لنظام mwayman-niżām, correlato al termine نظم mwayqnażm "fila di perle"cite-ref-allen314-23-0[23]. Evidentemente il nome deriva da quello dell'intera Cintura di Orione, le cui tre stelle sono state considerate come grani di una collana di perle. Altre grafie del nome della stella sono mwaykAlnihan e mwayoAlnitamcite-ref-allen314-23-1[23].
La cintura di Orione
Le tre stelle della Cintura sono state nominate da nomi collettivi in molte culture. I nomi arabi includono mwazeAl Nijād 'la cintura', mwaziAl Nasak 'la linea' e mwazmAl Alkāt 'i grani d'oro'cite-ref-allen315-24-0[24]. Presso i mwazgcinesi erano conosciute come l'Asta della Bilancia con Peso, ove il peso era rappresentato dalle stelle che costituiscono la mwazkSpada di Orionecite-ref-allen315-24-1[24]. La Cintura costituiva anche una delle 28 mwaz4Xiu (costellazioni cinesi), chiamata Tre stelle. È una delle costellazioni facente parte della regione della mwaaaTigre Bianca dell'Ovest.
Nella mwaaimitologia norrena la cintura era considerata come la mwaamcanocchia di mwaaqFrigg o di mwaauFreyjacite-ref-25[25]. Nella mwaaomitologia ugro-finnica, invece, le stelle della cintura rappresentavano la falce o la spada di mwaasVäinämöinencite-ref-allen315-24-2[24]. Al contrario, di origine mwababiblica sono i nomi di "Bastone di mwabeGiacobbe" o "Bastone di mwabiPietro", così pure come quello di "I tre Re" o "I tre mwabmMagi"cite-ref-allen315-24-3[24].
Presso i mwabkclan di etnia Seri del nordovest del mwabsMessico le tre stelle erano conosciute collettivamente come "Hapj" (un nome che denota un cacciatore). Singolarmente invece esse venivano chiamate "Hap" (mwabwCervo Mulo), "Haamoja" (mwab0Antilocapra) e "Mojet" (mwab4Bighorn). "Hap" è Alnilam ed è stata ferita dal cacciatore; il suo sangue è gocciolato sull'mwab8isola di Tiburóncite-ref-26[26].
Note
cite-note-opli2025-11. mwadcA. Oplištilová, mwadgmwadkVLTI observations of Orion Belt stars, 2025.
cite-note-kudritzki-22. mwaekR.P. Kudritzki, J. Puls, D.J. Lennon, K.A. Venn, J. Reetz, F. Najarro, J.K. McCarthy, A. Herrero, mwaeomwaesThe wind momentum-luminosity relationship of galactic A- and B-supergiants, in mwaewAstronomy and Astrophysics, vol.mwae0 350, 1999, pp.mwae4 970-984. mwae8URL consultato il 27 novembre 2010.
cite-note-mcerlean-33. mwafcN. D. McErlean, D. J. Lennon, P. L. Dufton, mwafgmwafkGalactic B-supergiants: A non-LTE model atmosphere analysis to estimate atmospheric parameters and chemical compositions, in mwafoAstronomy and Astrophysics, vol.mwafs 349, 1999, pp.mwafw 553-572. mwaf0URL consultato il 27 novembre 2010.
cite-note-kaler-44. mwagumwagymwagcAlnilam by Jim Kaler, su mwaggstars.astro.illinois.edu. mwagkURL consultato il 30-11-10.
cite-note-humphreys-55. mwag8R. M. Humphreys, mwahamwaheStudies of luminous stars in nearby galaxies. I. Supergiants and O stars in the Milky Way., in mwahiAstronomy and Astrophysics. Supplementary Series, vol.mwahm 38, 1978, pp.mwahq 309-350. mwahuURL consultato il 27 novembre 2010.
cite-note-bally-66. ↑ mwah0J. Bally, mwah4mwah8Overview of the Orion Complex, in mwaiaHandbook of Star Forming Regions, Volume I: The Northern Sky ASP Monograph Publications, vol.mwaie 4, dicembre 2008, p.mwaii 1. mwaimURL consultato il 24 ottobre 2010.
cite-note-simbad-77. ↑ mwaicmwaigmwaikEntry Epsilon Ori in SIMBAD Catalogue, su mwaiosimbad.u-strasbg.fr. mwaisURL consultato il 27-11-10.
cite-note-blomme-88. ↑ mwajuR. Blomme, R. K. Prinja, M. C. Runacres, S. Colley, mwajymwajcRadio and submillimetre observations of epsilon Ori, in mwajgAstronomy and Astrophysics, vol.mwajk 382, 1999, pp.mwajo 921-934, mwajsDOI:mwajw10.1051/0004-6361:20011612. mwaj0URL consultato il 27 novembre 2010.
cite-note-99. ↑ mwakeR. Hanbury Brown, J. Davis, L. R. Allen, mwakimwakmThe angular diameters of 32 stars., in mwakqMon. Not. R. Astron. Soc., vol.mwaku 167, 1974, pp.mwaky 121-136. mwakcURL consultato il 29 novembre 2010.
cite-note-sapar-1010. ↑ mwak8L. Sapar, A. Sapar, mwalamwaleStellar Wind Variability from IUE Spectra of Epsilon Orionis, in mwaliBaltic Astronomy, vol.mwalm 7, 1998, pp.mwalq 451-465. mwaluURL consultato il 29 novembre 2010.
cite-note-schaller-1111. ↑ mwalkG. Schaller, D. Schaerer, G. Meynet, A. Maeder, mwalomwalsNew grids of stellar models from 0,8 to 120 solar masses at Z = 0.020 and Z = 0.001, in mwalwAstronomy and Astrophysics Supplement Series, vol.mwal0 96, 1992, pp.mwal4 269-331. mwal8URL consultato il 30 novembre 2010.
cite-note-puebla-1212. ↑ mwammRaul E. Puebla, D. John Hillier, Janos Zsargó, David H. Cohen, Maurice A. Leutenegger, mwamqmwamuX-ray, UV and optical analysis of supergiants: ε Ori, in mwamyMonthly Notices of the Royal Astronomical Society, vol.mwamc 456, n.mwamg 3, pp.mwamk 2907-2936.
cite-note-bernacca-1414. ↑ mwankP. L. Bernacca, M. Perinotto, mwanomwansA catalogue of stellar rotational velocities., in mwanwContr. Oss. Astrof. Padova in Asiago, vol.mwan0 239, 1970. mwan4URL consultato il 30 novembre 2010.
cite-note-prinja-1515. ↑ mwaooR. K. Prinja, Th. Rivinius, O. Stahl, A. Kaufer, B. H. Foing, J. Cami, S. Orlando, mwaosmwaowPhotospheric and stellar wind variability in ɛ Ori (B0 Ia), in mwao0Astronomy and Astrophysics, vol.mwao4 418, 2004, pp.mwao8 727-736, mwapaDOI:mwape10.1051/0004-6361:20035638. mwapiURL consultato il 30 novembre 2010.
cite-note-1616. ↑ mwapyM. A. Groenewegen, H. J. Lamers, mwapcmwapgThe winds of O-stars. I - an analysis of the UV line profiles with the SEI method, in mwapkAstronomy and Astrophysics Supplement Series, vol.mwapo 79, 1989, pp.mwaps 359-383. mwapwURL consultato il 2 dicembre 2010.
cite-note-1717. ↑ mwaqaJ.-C. Mermilliod, mwaqemwaqiUBV photoelectric photometry catalogue (1986). I - The original data (magnetic tape), in mwaqmAstronomy and Astrophysics Supplement Series, vol.mwaqq 71, 1987, pp.mwaqu 413-420. mwaqyURL consultato il 2 dicembre 2010.
cite-note-1818. ↑ mwaqoS. Scuderi, N. Panagia, C. Stanghellini, C. Trigilio, G. Umana, mwaqsmwaqwRadio observations of stellar winds from early type stars, in mwaq0Astronomy and Astrophysics, vol.mwaq4 332, 1998, pp.mwaq8 251-267. mwaraURL consultato il 2 dicembre 2010.
cite-note-1919. ↑ mwarqT. W. Berghoefer, J. H. Schmitt, J. P. Cassinelli, mwarumwaryThe ROSAT all-sky survey catalogue of optically bright OB-type stars, in mwarcAstronomy and Astrophysics Supplement, vol.mwarg 118, 1996, pp.mwark 481-494. mwaroURL consultato il 5 dicembre 2010.
cite-note-2020. ↑ mwar4R. Pallavicini, L. Golub, R. Rosner, G. S. Vaiana, T. Ayres, J. L. Linsky, mwar8mwasaRelations among stellar X-ray emission observed from Einstein, stellar rotation and bolometric luminosity, in mwaseAstrophysical Journal, vol.mwasi 248, 1981, pp.mwasm 279-290, mwasqDOI:mwasu10.1086/159152. mwasyURL consultato il 5 dicembre 2010.
cite-note-2121. ↑ mwasoJ. P. Cassinelli, R. V. Myers, L. Hartmann, A. K. Dupree, W. T. Sanders, mwassmwaswSimultaneous X-ray and ultraviolet observations of Epsilon Orionis and Kappa Orionis, in mwas0Astrophysical Journal, vol.mwas4 268, 1983, pp.mwas8 205-216, mwataDOI:mwate10.1086/160945. mwatiURL consultato il 6 dicembre 2010.
cite-note-allen314-2323. ↑ Allen Richard Hinckley Allen, mwauqI nomi delle stelle e i loro significati (1936), p. 314
cite-note-allen315-2424. ↑ Allen Richard Hinckley Allen, mwau4I nomi delle stelle e i loro significati (1936), pp. 315-316
cite-note-2626. ↑ mwavw(mwav0mwav4ES,mwav8 mwawaEN) Mary B. Moser, Stephen A. Marlett, mwawemwawiComcáac quih yaza quih hant ihíip hac: Diccionario seri-español-inglés (mwawmmwawqPDF), Hermosillo, Sonora and Mexico City, Universidad de Sonora and Plaza y Valdés Editores, 2005.
Voci correlate
Altri progetti
Altri progetti
• Wikimedia Commons
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Alnilam
Collegamenti esterni
• mwaxa(EN) Descrizione di Alnilam dal sito dell'Università dell'Illinois, su astro.uiuc.edu. URL consultato il 10 febbraio 2001 (archiviato dall'url originale il 10 febbraio 2001).
• mwaxiI dati della stella sul sito SIMBAD, su simbad.u-strasbg.fr.